March 18, 2011

Far conoscere la propria band grazie ai social network [primi passi]


Qual è la prima mossa intelligente che compie una band dal futuro roseo ma il conto in rosso per farsi un po' di promozione a costo zero? Apre un profilo su MySpace ovviamente!
Giustissimo. Ma avete visto la nemmeno-poi-così-lenta discesa di MySpace? I motivi sono tanti e sembrano continuare ad aumentare esponenzialmente. Iscriversi a MySpace e spammare un po' sulle pagine degli altri non basta più - semmai sia servito. E allora come si fa?  
Primo passo: si sfruttano in pieno le potenzialità del colosso Facebook.  
Secondo passo: si guarda con curiosità e originalità altrove.
Ma andiamo con ordine.
1. Aprite una pagina su Facebook. Non un profilo personale, nè un gruppo. Ci vuole una pagina. Facilmente gestibile da voi e raggiungibile dai vostri fan. Per dare un tocco un po' più professional è cosa buona e giusta usare qualche applicazione apposita. Band Profile ti permette di aggiungere la bio, le foto, le canzoni e i video in streaming, le date dei concerti e molto altro. BandPage è molto simile, ne esistono due versioni (una gratuita e l'altra a pagamento) ed è usatissima anche da band e artisti mainstream.

2. L'immagine è (quasi) tutto. Trovate l'amica più skillata con la macchina fotografica. Ogni comitiva ne ha una, dev'esserci a tutti i costi e voi la troverete. Trovatela e offritele da bere, da mangiare, da fumare... quello che volete. Ma convincetela a farvi un vero e proprio shooting fotografico con un bel set e voi vestiti bene. Le foto sono fondamentali! Dovete sprizzare personalità da ogni poro, sia come collettività che come singoli musicisti. Ditele di usare Photoshop, Instagram, Hipstamatic, qualsiasi cosa che dia alle foto quel tocco in più. Se invece ci sa fare veramente, lasciatele carta bianca e fidatevi di lei. Alla fine: voi avrete una cartella di foto likabili e lei qualche shot in più nel portfolio. Mantenete buoni rapporti con lei perché potrebbe servirvi durante i concerti.

3. Parola d'ordine: aggiornare. Rendete amministratori della pagina il più smanettone tra di voi, il quale si metta in testa che gestire una pagina di successo su Facebook vuol dire aggiornare con costanza, dando dei contenuti di alta qualità. Mi rendo conto che non siete Lady Gaga e magari non avrete ogni giorno qualche gossip su di voi o qualche canzone da diffondere, però c'è sempre qualcosa da dire ai vostri fan no? Ad esempio dettagli sul dietro le quinte del vostro gruppo, tipo: "E stasera le prove in saletta e guai a Marco se non porta le birre che ci aveva promesso". Oppure commentate ciò che accade nel music biz, esempio: "Nuova canzone dei Radiohead: a noi piace da matti e a voi?”. Ogni scusa è buona per creare conversazione.

4. Postate la vostra musica. Se siete giovani e svegli, a questo punto l'avrete capito anche da soli: non dovete avere paura di mettere la vostra musica su Internet. Perché siete più propensi a masterizzare e far circolare in giro un cd con le vostre canzoni, piuttosto che metterle in download grauito (e non) sul web? Sono due operazioni identiche, solo che stare su web ti espone potenzialmente ad un pubblico worldwide. Non è questo il sogno di ogni band? Aggiornate quindi la vostra pagina con tutto il materiale che avete. Ben vengano rarities tipo cover e set acustici. Dovete dare agli utenti un buon motivo per venire a curiosare sul vostro spazio. Usate SoundCloud per le track in streaming e Nimbit per venderle via Facebook.


5. Dal virtuale al reale: i concerti. Non dimenticate mai di creare un evento per ogni vostro singolo concerto. Siate chiari nelle indicazioni: data, ora e soprattutto luogo. Arricchite la pagina dell'evento con l'immagine del poster e magari un assaggio della scaletta della serata. Cercate il locale dove suonerete su FB e se anche questo ha una pagina, proponete un'operazione di crosslinking per creare un po' di attesa. Creato l'evento, invitate ovviamente tutti i vostri fan con l'apposita funzione. Se non vi bastano le funzionalità degli eventi di FB o se pensate a qualcosa di più particolare (tipo cd firmato gratis ai primi 3 che partecipano), suggerisco di dare un'occhiata all'italianissimo Smappo o all'app GigMasters.

Questi sono gli step fondamentali per iniziare a creare una propria fanbase sul web. Se iniziate a prenderci gusto, sappiate che ci sono ancora tantissimi social network che fanno al caso vostro, per esempio Twitter, in continua ascesa e ormai imprescindibile. Ovviamente ogni social network ha bisogno di una sua specifica strategia. Mi riservo di parlarne ancora su queste pagine. (Intanto lasciatevi ispirare da qualche storia di successo di best practice dei social da parte delle band).

Non solo Facebook:
  • Headliner.fm. Una sorta di LinkedIn per musicisti. Se ne parla diffusamente qui.
  • Bandcamp. Una piattaforma attraverso la quale distribuire (a pagamento e non) la tua musica ai potenziali ascoltatori.

March 14, 2011

Color Block Color Shock

 Dalla sfilata di Gucci alla MFW è stato tutto un ardere e desiderare: sagome di donnine fasciate di colori sgargianti come nei migliori quadri espressionisti hanno tormentato i miei giorni e le mie notti.
Pochette e bauletti in pvc Furla, cappotti color pesca, vestitini fucsia e gonne a fiori: un circo di cromie a ballare davanti a me, ancora troppo grigia e taupé. 

 

E invece l'altro giorno, per ingannare l'attesa di un treno che tardava ad arrivare, libera da inibizioni entro nel primo Zara che mi capita a tiro – tanto sono tutti bellissimi – e inizio a provare gonnelline e magliettine full color, alternando i sopra e i sotto à la Gira la moda e con disinvoltura, nella vana ambizione di trovare l'abbinamento più azzeccato. Ma quando i colori sono arancione, turchese, rosa shocking e verde pisello, beh c'è poco da abbinare. Avendo ricevuto anche l'approvazione della commessa, esco dal negozio con una gonnellina giallo banana e una maglia blu elettrico (e una t-shirt a fiorellini, ma quella è un'altra storia, o meglio un altro trend). 
“Ho il weekend davanti – penso – potrò sperimentare la bizzarra mise per andare in giro e poi, forse, in ufficio”. Purtroppo sabato e domenica piove a dirotto e non me la sento di mettere i vestiti protoprimaverili.
E poi arriva lunedì mattina: il sole splende, non mi sento ispirata. Afferro la busta Zara e indosso con nochalance il mio primo tentativo di colorblock. Mi sento bene, mi sento una fashion girl che scopiazza qualche strafiga immortalata da The Sartorialist. Quindi, mi sento bene.

In ufficio mi fanno i complimenti, ma in pausa pranzo tutto s'incrina: la prima mi dà della Biancaneve, la seconda (leader peraltro di un gruppetto) si trova concorde. Da lì in poi vedo tutti gli sguardi dei colleghi e degli sconosciuti attorno che mi scrutano con morbosa curiosità e il sopracciglio un tantino tirato in su. Leggo persino un labiale: “Ecco il vestiti show”(al rallenty) (che cosa vuoi dire cara zitella acidella?).

Niente, questo per raccontarvi una mia breve incursione into the fashion. Ne sto facendo tante. Prima o poi ce la farò a sentirmi potenzialmente fotografabile da Schuman. Anche se devo ancora mettermi a dieta. Ed imparare a non leggere mai più i labiali che non siano quelli di gente di cui davvero m'importa.
Ah! Ed era anche per dirvi che oggi ho conosciuto Tamu McPherson e m'è sembrata bella e interessante almeno il doppio di quello che traspare dal suo blog (già superfigo, del resto).

January 20, 2011

winter sales

Ancora qualche giorno di saldi, le percentuali di sconto si alzano e i prezzi si rimpiccioliscono. Tutti questi numeri mi danno al cervello!
Quindi, appunti per i capi che vorrei.
sales

Faux fur gilet; Fujifilm Instan Camera; collana con cameo; cardigan con toppe sui gomiti; Casio; Parka, cerchietto gioiello; abito nero di pizzo; iPhone; pantaloni kaki; borsa a tracolla di cuoio; zeppe Jeffrey Campbell; portafoglio col fiochetto, scarponcini con fibbie (Vivienne Westwood style).



She & Him - Don't Look Back from Merge Records on Vimeo.

January 16, 2011

Weekend

Weekend intenso, ma mi aspetto che la settimana a partire da domani sia anche meglio.
Congedo dal finesettimana con un gruppo che ha fatto perdere la testa il fotografo di culto Ryan McGinley. Sono tre ragazzetti appena ventenni, si chiamano Smith Westerns e la loro musica ha tutta la spensieratezza del indiepop, mista alla sontuosità del glam rock e al lo-fi del garage.
Scarica di adrenalina per affrontare il lunedì.


Smith Westerns - Weekend from Fat Possum Records on Vimeo.

January 01, 2011

New Start

I'm starting the new year in a very positive way. Weird!
I feel lucky and optimistic and I want to share with everyone all the tiny joys of my life <3

Music, books, outfits, unexpected finds, pictures, I couldn't decide on which topic I wanted to focus the most, so I'll just post everything I like, maybe in a kind of ragionated fashion.
Since my life is a completely chaos but I'm resoluted and I want to dominate it, I'll host two challenge: an album a week (54 records in a year) and (at least) 24 books in a year. Maybe I'll do something similar with movies, let's see. The aim of the challenge is to stimulate my thirst for culture and at the same time to keep track of what I read/listen to so to give you nice tips. If you want to join me in these challenge, please let me know.



Love is all!
Roberta xx

November 07, 2010

Descritto - Festival dell'Editoria Indipendente

Anche quest'anno é tornato Descritto - Festival dell'Editoria Indipendente tutto catanese, nella splendida cornice dell'ex Monastero dei Benedettini.
Come sempre tanti banchetti di editori piccoli e piccolissimi, tutti entusiasti e impazienti di parlare dei propri titoli, tante anche le presentazioni/reading/performance e interessanti i due workshop con protagonisti ottimi giornalisti delle migliori testate italiane.
Il tema dei due seminari era a mio avviso tra i più affascinanti: "Giornalismo e letteratura: dal reportage al corsivo", perfettamente  in sintono coi tempi che vogliono il reportage come forma necessaria e inevitabile. Il primo seminario "L'arte e la tecnica dell'editoriale" si è tradotto in un dibattito a quattro voci tra Salvatore La Porta (scrittore ed editore), Marella Ferrera (stilista e assessore alla cultura catanese), Nino Milazzo (ex direttore del Corriere) e Alessandro Cannavò (figlio del celebre Candido, anche lui del Corriere). La discussione è iniziata da molto lontano con riflessioni estemporanee sulla crisi del giornalismo italiano, il ruolo dei new media, la colonizzazione della tv sulla carta stampata e la conseguente volontà di spettacolarizzazione di certe notizie - quest'ultimo argomento tanto attuale. Apprezzabile la schiettezza di Nino Milazzo quando alla domanda di una ragazza che chiedeva: "Consiglierebbe ad una giovane giornalista di rimanere a Catania?", ha risposto con un secco no.
Il secondo workshop è stata la vera rivelazione di questa edizione di Descritto, opinione personalissima, ma so anche condivisa da altri. Quel mostro in prima pagina il titolo della lezione interattiva proposta da Manuela Modica dell'Unità che ha parlato lungamente della sua esperienza di cronaca nera. Esperienza alquanto singolare dato il fatto che da un paio di anni la Modica ha fondato un giornale "Le voci dentro", sul quale scrivono gli internati dell'Ospedale Psichiatrico Giuridico di Barcellona Pozzo del Grotto. Il giornale è il frutto di un laboratorio di giornalismo tenuto proprio all'interno dell'OPG. Oltre a squarciare il velo di pregiudizi circa questa struttura (un vero e proprio microcosmo) e i suoi abitanti, Manuela Modica ha più volte ribadito la straordinarietà di un'esperienza che vede delle persone passare da mostri fatti a pezzi sulle pagine dei quotidiani, a soggetti con la penna in mano, liberi di scrollarsi di dosso, almeno un po', un'identità creata da altri. C'è stata la possibilità di leggere diversi pezzi tratti dal giornale e devo dire che in certi casi lo stile era notevole, "Altro che pazzi!" era il pensiero più frequente. "Le voci dentro" ha vinto un premio al Festival Internazionale di Perugia.








November 03, 2010

we want our things


Puntare in alto, non avere paura di osare.
Se non possiamo noi, allora chi altro?
Perchè gli altri sì e noi no?
Assolutamente vietatato l'autosabotaggio.
Avere il coraggio di dire sempre di sì.
http://www.flickr.com/photos/i_never_promise_you_rose_garden/4776431751/
http://www.flickr.com/photos/nikolinelr/4508279960/
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